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Portiamo il cibo e la nostra amicizia

Donare: crescere con il cuore grande

Durante la Quaresima abbiamo proposto ai ragazzi delle medie la raccolta di alimenti per le famiglie bisognose in accordo con l’associazione “Banco Alimentare” e “Banco di solidarietà”, presente anche sul territorio di Buccinasco. Due volontari sono venuti a trovarci per raccontare la loro esperienza.

L’associazione “Banco alimentare” nasce a Milano nel 1989 con l’intento di raccogliere le eccedenze alimentari dei supermercati per ridistribuirli ai più poveri. L’iniziativa è nata grazie all’incontro tra Monsignor Luigi Giussani e il Cavalier Danilo Fossati, fondatore della Star. Il primo mosso dall’esigenza di andare incontro al bisogno delle persone in difficoltà economica, il secondo consapevole degli sprechi di molti prodotti della sua azienda che, invenduti, superavano la data di scadenza e andavano buttati. Il “Banco di solidarietà” si occupa di consegnare sul territorio di Buccinasco il cibo che viene raccolto. Alcuni volontari ogni mese lo portano alle famiglie bisognose: «Voi immaginate che il pacco sia portato al povero, ma in realtà è il nostro vicino di casa, una persona come voi che sta vivendo un momento di difficoltà». Così Luca ha iniziato il racconto della sua esperienza di volontario ai ragazzi della seconda media .
«La cosa più bella non è che portiamo il cibo, ma che diventiamo amici delle persone da cui andiamo – ha proseguito Luca – fare questo gesto ogni mese serve anche a me perché mi rende più attento in ogni circostanza».

Insieme a Luca c’è Margherita, anche lei è volontaria:«Spesso il cibo che portiamo non è sufficiente per il fabbisogno della famiglia, quindi so che non riuscirò a colmare fino in fondo il loro bisogno, però posso condividere un pezzettino di strada. Ad esempio alla figlia che non riesce a studiare, abbiamo proposto il doposcuola all’oratorio, o abbiamo aiutato il papà a scrivere il curriculum…»

Ma non sempre c’è un dialogo con le persone che i volontari incontrano. Margherita racconta di «un ragazzo che ritira il pacco sulla porta, ringrazia e se ne va. Questo fatto mi ha fatto scoprire che ha valore anche una “compagnia silenziosa”. Lui non vuole interagire con noi, ma sa che ci siamo e ci aspetta ogni mese».

Riprende Luca: «Tutti abbiamo il desiderio di essere felici, quindi il vero bisogno delle persone non è solo avere il cibo ma condividere i bisogni della vita». Dal banco interviene Tommaso: «Mi ha colpito che si può aiutare altri ragazzi non solo perché sono bisognosi, ma per fare amicizia».

E Simone dalla parte opposta della classe: «Quindi non vi hanno mai dato la mancia per questo servizio?». Spiega Margherita: «No, perché le persone da cui andiamo sono nostri amici e nel rapporto con noi hanno imparato ad accettare la gratuità. Tu daresti mai la mancia a un tuo amico che ti ha aiutato in un momento di bisogno? O accetteresti dei soldi da un amico perché lo hai aiutato in un momento di difficoltà?»

Riccardo interviene incuriosito: «Con la pandemia è cambiato il legame con le persone?» Luca: «No, il legame non è cambiato. Sono cambiate le modalità di consegna del cibo e come entriamo in rapporto con le famiglie: una telefonata in più oppure dopo aver consegnato il pacco ci vediamo sotto casa all’aperto in modo da rimanere un po’ di tempo in più».

Luca e Margherita parlano di gratuità, di un modo diverso di guardare alle persone e al loro bisogno. Fare il volontario ha cambiato il modo di vivere anche le cose solite in famiglia e al lavoro con i colleghi. Un’occasione per crescere con il cuore grande, così come anche i ragazzi hanno sperimentato durante il gesto proposto in Quaresima. E non finisce qui…

Nelle foto la raccolta del cibo durante la Quaresima e la testimonianza di Luca e Margherita volontari del “Banco di solidarietà”.